Guardare al candore verginale che caratterizza la sponsalità di san Giuseppe con la Madonna ci aiuta a capire la missione del matrimonio vissuto alla luce della fede, che fa dell’unione dei coniugi un mezzo di elevazione verso Dio.

La verità secondo cui san Giuseppe è stato vero sposo della Vergine Santissima è poco conosciuta, ma è importante apprenderla affinché il nostro amore per questi “santi coniugi” aumenti e il Signore possa così illuminare tanti matrimoni che nel mondo non vengono vissuti nel giusto modo sottolineandone la realtà di una possibile unione tutta soprannaturale.
Le fonti sicure a cui possiamo attingere per la conoscenza di questa santa realtà sono le testimonianze dei Santi che ci hanno lasciato diversi insegnamenti sulla santità del matrimonio tra la Vergine Maria e san Giuseppe, e in particolar modo citeremo alcuni Sommi Pontefici che hanno illustrato e difeso la santità e la verginità di questa unione, di coloro che sono i modelli delle famiglie cristiane, sottolineando le parole del Sacro testo: «Dalla quale è nato Gesù chiamato il Cristo»
(Mt 1,16). Ad esempio, possiamo citare papa Leone XIII, che scrisse una Lettera enciclica su san Giuseppe, evidenziando gli effetti mirabili del matrimonio verginale dei due santissimi coniugi, dicendo che, per la sua unione così speciale con la Madonna, san Giuseppe si è avvicinato «più di ogni altro» a quella dignità sovreminente della Madre di Dio, e «se alla Vergine Dio ha dato Giuseppe come Sposo», glielo ha dato sia come «sostegno nella vita, come testimone della sua verginità, e custode del suo onore», sia come partecipe «alla eminente dignità che Essa aveva ricevuto».
Ma poiché Iddio ama agire nel nascondimento per compiere le sue grandi opere, ha voluto che anche per san Giuseppe avvenisse la stessa cosa. Infatti il sommo pontefice Pio XI afferma, in un discorso lasciato per la festa di san Giuseppe, che la sua missione è «raccolta, tacita, quasi inavvertita, sconosciuta» e che nel silenzio più profondo «si trova appunto la missione più sublime... missione unica, altissima: quella di vegliare sul Figlio di Dio, il Re del mondo, la missione di proteggere la verginità, santità di Maria, la missione unica di entrare a far parte del grande mistero nascosto ai secoli e di cooperare così all’Incarnazione e alla redenzione!». In effetti sant’Agostino spiega chiaramente che nel loro santo matrimonio, la Madonna e san Giuseppe si sono donati reciprocamente la loro verginità, con il diritto di conservarsela l’uno per l’altra per rimanere semprevergini.
Giovanni Gersone, che fu cancelliere all’università di Parigi nel 1395, ci edifica con la sua fede così singolare, perché egli credeva che il santo Patriarca avesse avuto il privilegio di essere stato santificato nel ventre di sua madre come Geremia o Giovanni Battista e confermato in grazia, e fosse così libero da ogni concupiscenza; credeva anche che san Giuseppe fosse stato, per questa sua singolarissima purità, assunto in Cielo. Inoltre, come indicato dal sac. Pasquale Casillo, nel suo aureo libretto intitolato Un mese con san Giuseppe, il matrimonio tra la Vergine Santa e san Giuseppe è stato veramente tale, perché «è avvenuto secondo la lettera e lo spirito della legge ebraica da essi osservata esemplarmente sia nei tempi che nei modi», e ciò che è più importante, continua il sac. Casillo, è che «è stato voluto da Dio che non solo ha disposto secondo le vie ineffabili della provvidenza il loro incontro, ma ha anche dichiarato tramite l’Angelo: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria...” (Mt 1,20)».
È interessante constatare poi che la verginità di questo matrimonio è stata una libera scelta di questi santi coniugi; infatti il sac. Casillo scrive ancora nel suo libretto che quest’unione è stata vissuta «con un’eccezione che non toglie nulla al vero matrimonio. Giuseppe e Maria non hanno mai avuto un rapporto coniugale, avendo ognuno di essi potuto rinunciarvi e avendovi di fatto rinunciato per legittime ragioni superiori: l’essere stata Maria fatta propria dallo Spirito Santo per la nascita verginale di Gesù, e l’avere Giuseppe fisicamente rispettato, oltre che religiosamente e pienamente, la donna che lo Spirito Santo aveva riservata a sé e alla quale S. Giuseppe si sentiva dato solo per servirla».
Per concludere con le parole di questo sacerdote, che vogliono ancor di più farci capire e farci gioire di questa realtà che può essere sperimentata da tanti: «l’Essenza del matrimonio consiste nell’indivisibile unione delle anime, per la quale i coniugi si obbligano a conservare vicendevolmente la fedeltà. Questa essenza ha brillato meravigliosamente nel matrimonio di san Giuseppe e Maria, le cui anime hanno avuto una così indivisibile unione, che è immensamente superiore a quella che possono avere i migliori coniugi di questo mondo, e hanno avuto una tale vicendevole fedeltà che non si può assolutamente immaginarne una migliore di essa. Anzi hanno avuto unità di volontà, di grazia e di amore per Gesù, di modo che non c’è stato da una parte san Giuseppe e dall’altra Maria ma una realtà unica». Ringraziamo il Cielo di questo singolare esempio e preghiamo Maria Santissima e san Giuseppe per le famiglie del mondo intero.