Ricordiamo la nascita di padre Pio – avvenuta il 25 maggio 1887 – considerando alcune circostanze singolari ad essa legate che richiamano, e quasi profetizzano, alcuni importanti aspetti che hanno in seguito caratterizzato indelebilmente la sua persona e la sua opera.
San Pio nasce a Pietrelcina, piccolo paese del Sannio nei pressi di Benevento, il 25 maggio 1887. Nel riflettere sul contesto storico-devozionale della data e del luogo della nascita del Santo si possono cogliere degli accenni a quegli elementi costitutivi della spiritualità di padre Pio che hanno caratterizzato la sua vita e la sua missione. Si può ricordare, ad esempio, che nell’anno 1887 Francesco Crispi, presidente del Consiglio dei ministri, ordinò di rimuovere, in Italia, il crocifisso dalle scuole; il nostro Santo, nato proprio in quell’anno, divenne con le sue stimmate, crocifisso vivente, visibile a quanti in un modo o in un altro vennero a conoscenza della sua esistenza.
Il mese e l’anno della sua nascita rievocano, poi, la consacrazione del santuario di Pompei – distante circa 100 chilometri da Pietrelcina – avvenuta l’8 maggio 1887 che tanta parte ebbe nella diffusione della preghiera del santo Rosario in ambito domestico in Italia e all’estero. Anche la preghiera del santo Rosario fu, in un certo senso, visibile in padre Pio durante tutto l’arco della sua vita di frate cappuccino. Egli portò una corona del rosario al cingolo del saio francescano e una, quasi sempre – soprattutto dagli anni della maturità fino alla morte –, tra le sue mani piagate. Padre Pio nacque, inoltre, nel bel mese di maggio, dedicato alla santissima Vergine, da lui atteso e celebrato con grande devozione. L’ultimo particolare interessante è legato al luogo del Battesimo e al nome che venne imposto al nostro Santo. Il giorno dopo la sua nascita, il 26 maggio, come viene ricordato, padre Pio ricevette il santo Battesimo nella chiesa che fino al 4 febbraio 1843 (1) era stata dedicata a Santa Maria degli Angeli (2) (oggi, invece, a Sant’Anna), ossia nella chiesa che aveva avuto lo stesso titolo della “Porziuncola” mariana di Assisi. Ciò è molto significativo poiché la “Porziuncola”, Santa Maria degli Angeli, è stata la preziosa culla dell’Ordine francescano. Al fonte battesimale padre Pio ricevette, poi, il nome di san Francesco d’Assisi. Sia il luogo del Battesimo sia il nome sembrano essere, perciò, quasi una profezia riguardo al cammino straordinario che questo bambino avrebbe percorso sui passi del serafico padre san Francesco d’Assisi, al quale si sarebbe conformato soprattutto per l’ardente devozione mariana e per la partecipazione alle sofferenze di Cristo crocifisso.
Pietrelcina, il paese dove padre Pio è nato e dove trascorse non solo l’infanzia e l’adolescenza prima dell’entrata in convento, ma anche sette anni, dal 1909 al 1916, quando, per ragioni misteriose di salute vi fece ritorno, era particolarmente cara al Santo. Nel libro intitolato: Beata te, Pietrelcina sono state raccolte alcune delle più belle espressioni di affetto pronunciate da padre Pio: «Io di Pietrelcina ricordo pietra per pietra»; «Pietrelcina sarà custodita come la pupilla degli occhi miei»; «Salutatemi tutta Pietrelcina, che tengo tutta nel mio cuore»; «San Giovanni l’ho valorizzata in vita, Pietrelcina la valorizzerò in morte». Non era, per padre Pio, solo un semplice sentimento umano; Pietrelcina gli ricordava anche tutti i doni di grazia ricevuti. Lo stesso Santo, un giorno, in un momento di caldo affetto e confidenza, affermò: «È avvenuto tutto là», alludendo chiaramente al suo paese natio. E là egli «ha appreso [anche] i primi elementi di quella “dimensione mariana” che sarà poi una caratteristica spiccata della sua spiritualità sacerdotale-religiosa». È stato scritto, infatti, che proprio «nella plurisecolare devozione del suo paese alla Madonna», che sin dal 1600 la onora con vari titoli, affonda le radici l’amore di padre Pio alla Madre di Dio.
Si rivela molto utile, poi, per intendere qualcosa dell’espressione di padre Pio «È avvenuto tutto là», riflettere su quanto i direttori spirituali del Santo – padre Agostino (Daniele Michele) e padre Benedetto (Gerardo Nardella), entrambi originari di San Marco in Lamis – ci riferiscono sui primi anni di vita trascorsi da san Pio a Pietrelcina. Padre Agostino scrive nel suo Diario che il Santo a cinque anni, verso il 1892, pensò di consacrarsi per sempre a Dio e alla stessa età iniziarono anche le prime apparizioni di personaggi celesti o diabolici. Che tra questi personaggi celesti vi fosse pure la Madonna, egli lo seppe dalle stesse labbra di padre Pio, il quale già frate «interrogato come mai le avesse celate per tanto tempo, candidamente rispose che non le aveva manifestate, perché le credeva cose ordinarie che succedessero a tutte le anime». Rivolgendosi a padre Agostino, infatti, un giorno gli chiese: «E lei non vede la Madonna?». Alla sua risposta negativa aggiunse: «Lei lo dice per santa umiltà».
Padre Benedetto, nei suoi appunti su padre Pio, ci indica qualcosa di più preciso: «A cinque o sei anni – all’altare maggiore apparve il Cuore di Gesù fece segno di accostarsi all’altare e mise la mano in testa – attestante di gradire e confermare l’offerta di sé a lui e consacrarsi al suo amore. Sentì fermo il proposito e crescere l’ardore di amarlo e donarsi tutto a lui». Interessante notare, da queste poche righe, alcuni elementi significativi: il Cuore di Gesù invitò Francesco, ancora in tenera età, ad accostarsi all’altare – quell’altare sul quale viene immolata la Vittima divina – e qui gli pose la mano sulla testa, segno che si ritrova nel momento della consacrazione sacerdotale. Già da questa prima visione, dunque, si potrebbe forse comprendere che l’offerta e la consacrazione di Francesco al Cuore di Gesù doveva svolgersi attorno all’altare dove egli, partecipe del sacerdozio di Cristo, doveva coimmolarsi con lui, vittima con la Vittima divina. Se, poi, si pensa a ciò che significa il Cuore di Gesù, ovvero il suo amore al Padre e agli uomini, si può affermare che in quest’apparizione viene sintetizzato tutto il mistero della missione di padre Pio. L’associazione del Cuore di Gesù all’istituzione del sacerdozio e all’opera della redenzione è stata ricordata dal papa Benedetto XVI per l’indizione dell’Anno Sacerdotale, quando, nell’omelia di apertura riprendendo l’espressione del santo Curato d’Ars: «Il sacerdozio è l’amore del Cuore di Gesù» (3), ha affermato: «Come non ricordare con commozione che direttamente da questo Cuore è scaturito il dono del nostro ministero sacerdotale?» (4). Inoltre, in relazione all’opera della redenzione ha ricordato che proprio il fianco di Cristo squarciato da una lancia è il “simbolo” di quel suo amore che va oltre la morte («li amò fino alla fine»: Gv 13,1) (5).
Si può qui ricordare anche che l’anno in cui nacque padre Pio, il 1887, viene indicato come «l’inizio dell’“era del Sacro Cuore”, con la riabilitazione dell’opera del padre Croiset (intitolata appunto, La devozione al Sacro Cuore di Gesù) che nel 1704 i giansenisti erano riusciti a mettere all’Indice. Padre Croiset era stato il direttore di santa Margherita Alacoque» (6).
Il biografo Fernando da Riese Pio X ritiene che proprio l’«impegno di consacrazione», che padre Pio ebbe già all’età di cinque anni, spingesse il piccolo Francesco a ritirarsi in qualche angolo della chiesa o dei campi o della casa, per pregare, come anche ad accettare sofferenze e ad imporsi penitenze volontarie, comportamenti ordinariamente insoliti per un bambino o un ragazzo e che, invece, furono presenti in padre Pio.
NOTE
1) Cf. Lino da Prata - Alessandro da Ripabottoni, Beata te, Pietrelcina, Edizioni «Padre Pio da Pietrelcina», San Giovanni Rotondo 1976, p. 41. Questa chiesa dal 4 febbraio 1843 si chiamò “Santissima Nunziata” poiché il titolo della chiesa parrocchiale, appunto “Santa Maria degli Angeli”, fu trasferito nella chiesa della “Santissima Annunziata” che tuttora lo conserva.
2) In un documento del 1712 risulta che questa chiesa fu dedicata a Santa Maria degli Angeli con rito solenne il giorno 30 ottobre MDCXCVII (1697): cf. Lino da Prata - Alessandro da Ripabottoni, Beata te, Pietrelcina, p. 31.
3) Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1589.
4) Benedetto XVI, Omelia, 19 giugno 2009, per l’apertura dell’Anno Sacerdotale nel 150° anniversario della morte di san Giovanni Maria Vianney.
5) Cf. ibidem.
6) F. Chiocchi - L. Cirri, Padre Pio. Storia di una vittima, vol. I, p. 12.
BIBLIOGRAFIA
F. Chiocchi - L. Cirri, Padre Pio. Storia di una vittima, Roma 1967, vol. I; Suor M. Immacolata Savanelli, FI, La santità serafica di padre Pio e la preghiera del santo rosario, in Annales Franciscani IV (2009); Alessandro da Ripabottoni, San Pio da Pietrelcina. Cireneo di tutti, Edizioni «Padre Pio da Pietrelcina», San Giovanni Rotondo 2003; Lino da Prata - Alessandro da Ripabottoni, Beata te, Pietrelcina; G. Chiavelli, A Pietrelcina, alla ricerca di padre Pio, Edizioni «La Casa Sollievo della Sofferenza», San Giovanni Rotondo 1970; Lino da Prata, L’amore di Padre Pio per Pietrelcina, Edizioni «Padre Pio da Pietrelcina», San Giovanni Rotondo 1971; A. Pizzarelli, Padre Pio: maestro di devozione mariana, Edizioni «Padre Pio da Pietrelcina», San Giovanni Rotondo 1999; Padre Agostino da San Marco in Lamis, Diario, San Giovanni Rotondo 2003; Padre Benedetto da San Marco in Lamis, Cronistoria di padre Pio, Cronistoria di padre Pio, in: F. Castelli, Padre Pio sotto inchiesta. L’«Autobiografia» segreta, Milano 2008; Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina. Crocifisso senza croce, Roma 1975.